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giovedì 4 aprile 2013

JANE BURDEN... LA MODELLA PREFERITA DAI PRERAFFAELLITI E LA STORIA DELLA CORRENTE

 
 
 
 La modella che ha incarnò
l'ideale di bellezza dei Preraffaelliti
 
 
 
 
Proserpina - Rossetti - Jane Burden
 
 
 
 
JANE BURDEN
 LA MUSA DI ROSSETTI E DEI PRERAFFAELLITI
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
JANE BURDEN
BREVE BIOGRAFIA
 
 
 
Jane nacque ad Oxford il  19 ottobre 1839. Il padre era uno stalliere
e dei suoi primi anni si sa solo che visse in una famiglia povera.
 
 
 
 
 
Monna Rosa - Rossetti - Jane Burden
 
 
 
 
Nell'ottobre del 1857 l'incontro fatale con
Dante Gabriel Rossetti
ad una rappresentazione teatrale
 
 
Dante rimase rapito dalla sua particolare bellezza.
 
 
 
 
Dante Gabriel Rossetti
 
 
 
 
Rossetti sposato (e non solo) la convinse a posare per lui
 e la dipinse nel ritratto di Ginevra...
 
 
Fu così che conobbe William Morris amico di Rossetti e cofondatore,
 insieme ad altri, della corrente artistica dei Preraffaelliti.
 
 
 
 
William Morris
 
 
 
 
L'artista e scrittore Morris la dipinse anch'egli
ma in breve si fidanzarono
ed egli provvide alla sua educazione culturale.
 
 
Lei ne fu così entusiasta che divenne capace di leggere
anche testi in francese ed in italiano
oltre a diventare una pianista di buon livello.
 
 
 
 
The day dream - 1880 - Rossetti - Jane Burden
 
 
 
 
Dal loro matrimonio avvenuto nel 1859 nacquero 2 figlie
di cui la seconda, May, fu poi anche l'editrice di libri del padre.
 
 
Mentre il marito, Morris, si dedicava soprattutto
alle sue attività artistiche (decorative) 
e di promozione sociale e politica 
che ebbero grande influenza sulla cultura inglese dell'epoca
 Jane nel 1884 iniziava una relazione amorosa
con il poeta Wilfrid Scawen Blunt
che terminò qualche anno dopo
pur rimanendo sempre l'amicizia tra loro.
 
 
 
 
 
 
 
 
Oltre che da Rossetti che la ritrasse numerosissime volte
ed a cui fu sempre legata, e dal marito,
Jane Burden fu la modella anche di
Edward Burne-Jones e Evelyn De Morgan.
 
 
 
 
La tentazione di Mago Merlino - Edward Burne-Jones
 
 
 
 
I PRERAFFAELLITI
 
 
 
La Confraternita dei Preraffaelliti è stata una corrente artistica inglese
nata nel settembre del 1848.
 
 
Suoi esponenti principali furono
Dante Gabriel Rossetti, William Hunt, Ford Madox Brown,
John Everett Millais, William Morris, Edward Burne-Jones 
ed in seguito John William Waterhouse.
 
 
Questa corrente nacque
in opposizione al dominante accademismo dell'epoca
e contro le rigidità del Vittorianesimo. 
 
 
Il loro obiettivo era il ritorno alla natura ed alla spontaneità
che individuavano nell'arte italiana del '400
e cioè prima di Raffaello.
 
 
Da ciò il nome.
 
 
 
 
Waterhouse - Eco e Narciso
 
 
 
 
Erano artisti che amavano innanzitutto la bellezza,
l'armonia ed il sogno
ed avversavano l'avanzante industrializzazione capitalistica.
 
 
I loro temi erano soprattutto biblici,
shakespeariani e medievali.
 
 
Chi più di Dante Gabriel Rossetti
il cui nome già evidenzia l'origine italiana della famiglia,
 (il padre era uno studioso emigrato in Inghilterra),
poteva sentire la vicinanza e l'importanza di queste tematiche?
 
 
 
 
Dante e Beatrice - Rossetti
 
 
 
 
Infatti fin da piccolo aveva mostrato grande interesse ed amore
per la poesia e l'arte del Medioevo Italiano
ed i suoi primi dipinti ritraevano soprattutto
personaggi e storie dantesche.
 
 
Dante è considerato uno dei massimi esponenti della corrente
ed ha ancor oggi nutritissime schiere di ammiratori
entusiasti delle sue opere.
 
 
 
 
The Blue Silk Dress - Rossetti - Jane Burden  
 
 
 
 
 
JANE BURDEN
LA MUSA DEI PRERAFFAELLITI
 
 
 
 
 
Scrive Antonella Barina:
“ Era di una bellezza inconsueta Jane Burden, figura languida e malinconica – occhi immensi , labbra carnose , nuvola di capelli scuri - che nell’universo prerafaellita dell’Inghilterra della seconda metà dell’Ottocento divenne l’ideale della femminilità".
 
 
 
 
 
 
 
 
Così la descrisse lo scrittore Henry James dopo averla vista:
"Un'apparizione d'incredibile e meravigliosa intensità. Alta e sottile in lungo abito color porpora, con il volto emaciato e pallido, gli occhi tristi, profondi, scuri, il lungo collo avvolto in fili di perle esotiche".
 
 
 
 
 
Elena di Troia - Rossetti - Jane Burden
 
 
 
 
Questo suo sottile fascino fu esaltato soprattutto da Rossetti
che la dipinse numerosissime volte
(e con la quale ebbe un intenso scambio epistolare
da cui non traspare se ci fosse qualcosa di più di un'amicizia).
 
 
La sua figura è divenuto il simbolo estetico dominante di questa corrente...
cosa che non era mai accaduta prima nè accadrà poi mai più nella storia dell'arte.
 
 
 
 
Ancella - Rossetti - Jane Burden
 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
F I N E
 
 
 
 
 
 
 
- Fonti: vari siti web -
 
 
 
  
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domenica 31 marzo 2013

LA LEGGENDA DELLA PASTIERA NAPOLETANA ED UNA REGALE... STORIELLA

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tutti, penso, conoscono la prelibatezza...
i profumi e la dolcezza della pastiera napoletana...,
vera regina dei dolci pasquali...,
(anche se in verità ora si mangia tutto l'anno),
ma non tutti forse ne conoscono
 la simpatica leggendaria origine.
 
 
 
 
 
 
 
 
LA LEGGENDA DELLA PASTIERA NAPOLETANA
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La leggenda della pastiera è legata al mito della Sirena Partenope e del suo bellissimo canto che estasiava le genti che abitavano il golfo.
 
Queste, per ringraziarla, vollero renderle omaggio regalandole i doni della loro fertile terra:
- la farina, forza e ricchezza della campagna;
- la ricotta, omaggio di pastori e pecorelle;
- le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova;
- il grano tenero, bollito nel latte, a prova dei due regni della natura;
- l’acqua di fiori d’arancio, perché anche i profumi della terra solevano rendere omaggio;
- le spezie, in rappresentanza dei popoli più lontani del mondo;
- infine lo zucchero, per esprimere l’ineffabile dolcezza profusa dal suo canto, in cielo, in terra, ed in tutto l’universo.
 
 
 
 
 John William Waterhouse - La sirena
 
 
 
La sirena, felice per tanti doni, si inabissò per fare ritorno nel suo regno e portò le preziose offerte ai piedi degli dei.
 
Questi, estasiati dal soavissimo canto, riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti ricevuti trasformandoli in una torta che superava in dolcezza e bontà perfino il canto della stessa Partenope.
 
Era nata la Pastiera...
 
 
 

Pastiera Napoletana

 
 
 
 
 
UNA REGALE... STORIELLA...
 
 

Tra le tante storielle che si raccontano sulla pastiera, molto carina è quella di re Ferdinando II di Borbone che, pur essendo di carattere giocherellone,  aveva invece sposato Maria Carolina d’Austria dal carattere freddo ed austero, e descritta da tutti come una che "non rideva mai".
 
Un giorno la regina, cedendo finalmente dopo molte insistenze di re Ferdinando, si decise ad assaggiare una fettina di pastiera e non poté far a meno di sorridere e pare che il re allora abbia detto:
"per far sorridere mia moglie ci voleva la pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua, per vederla sorridere di nuovo".
 
 
 
 
 
La Pastiera napoletana, tra storia e leggenda
Maria Carolina d’Austria
 
 
 
 

 CIAO DA ORSO TONY… CHE SI CONFESSA…
INNAMORATO ED AMANTE
SI’… E SENZA ALCUNA RIDERVA ED ALCUN PUDORE...
 
 
 
 
 
 
 
 
DELLA "REGALE" PASTIERA…A bocca aperta
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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