martedì 2 aprile 2013

BREVE RICORDO DI UN GRANDE SCRITTORE DELL'800 - EMILE ZOLA

 
 
 
Giornalista e scrittore francese
è considerato il massimo esponente del filone naturalista.
 
 
Nell'anniversario della nascita mi piace ricordare la sua figura...
umana e letteraria.
 
 
 
Émile Zola
(Parigi 2 4 1840 – Parigi 29 9 1902)
 
 
 
 
 
 BREVE BIOGRAFIA
 
 
 
Nato a Parigi il 2 aprile 1840 da Francesco Zola, un ingegnere italiano, e da Émilie Aubert donna francese, visse la sua infanzia e la prima giovinezza ad Aix-en-Provence, dove il padre lavorava.
 
Anche dopo la morte del padre nel 1847 continuò lì i suoi studi, conoscendo anche Cezanne che fu suo amico quasi per tutta la vita (fino al 1886).
 
Nel 1857 la madre per grossi problemi economici decise di rientrare a Parigi.
 
Qui  Zola non si ambientò subito ed ebbe grosse difficoltà nei suoi suoi studi presso il liceo Saint-Louis dove fu bocciato per due volte agli esami di maturità.
 
Si decise allora a trovar lavoro e dopo vari lavoretti fu assunto come fattorino nella casa editrice Hachette dove fece ben presto carriera.
 
Riuscì quindi a frequentare gli ambienti letterari ed artistici dell'epoca.
 
 
 
 

Emile Zola

 
 
 
 
Dopo poco iniziò l'attività di giornalista al Journal populaire di Lilla.
 
Non cessò mai di fare il giornalista pur dopo esser diventato un famoso scrittore. 
 
Nel 1864 iniziarono le sue pubblicazioni con "Contes à Ninon" e nel 1865 seguì la "Confession de Claude".
 
Seguendo lo spirito del tempo Zola si accostò pian piano alle correnti del Realismo e del Naturalismo divenendone ben presto un punto di riferimento.
 
Il romanzo, secondo la visione del Naturalismo a cui partecipava anche Guy de Maupassant,  diventava "opera sperimentale".
 
Doveva cioè seguire un metodo scientifico basato sull'attenta osservazione della realtà sociale.
 
 
 
 

Lo scrittore e la sua famiglia

 
 
 
I suoi romanzi furono quasi tutti scritti per descrivere con profondo realismo la realtà della società del suo tempo anche la più degradata...
 
Come si può immaginare gli ambienti "perbenisti" e conservatori contestarono con forza e durezza questo genere di romanzi perché evidenziavano le ipocrisie e le magagne dell'alta borghesia e trattavano anche argomenti sessuali in modo esplicito (speciamente in "Nanà"... ma oggi farebbero solo sorridere) .
 
 
 

Emile Zola dipinto da Manet

 
 
 
Nel 1886 il suo romanzo “L'opera”, che narrava di un pittore fallito, fece arrabbiare l'amico di tutta una vita, Cezanne, che rimase offeso, riconoscendosi nel personaggio descritto, e ruppe per sempre l'amicizia benché Zola l'avesse in passato spesso aiutato e sostenuto economicamente.
 
 
 
 

Cezanne - Paul Alexis legge un libro ad Emile Zola

 

 

 

Nel 1898 fece scalpore la pubblicazione su "L'Aurore" di una appassionata lettera aperta inviata al Presidente, intitolata J'accuse
in difesa di Dreyfus un Ufficiale di Artiglieria ingiustamente accusato di tradimento e di forte contestazione sul modo in cui si era svolto il processo.
 
 
 
 

 

 
 
 
 
Lo Stato Maggiore dell'Esercito Francese non accolse bene la cosa e lui fu costretto a fuggire in Inghilterra da cui rientrò solo dopo un'amnistia.
 
 
 
 
 

 
 
 
Nel 1902 morì per le esalazioni di una stufa ma sulla vera causa resta ancor oggi qualche ombra.
 
Fu sepolto a Parigi nel Pantheon accanto a due altri grandi scrittori francesi Alexandre Dumas padre e Victor Hugo.
 
 
 
 

emile zola

 
 
 
 
 
In suo onore ed in suo ricordo...
 una scena del film nato dal suo romanzo più famoso...
Nanà...
 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
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IL CELLULARE COMPIE... 40 ANNI! AUGURI E... STORIA...

 

 

 

 

 

IL TELEFONINO OGGI COMPIE 40 ANNI

 


Nasceva infatti il 3 aprile del 1973 e cambiava così
la storia della telefonia e della telecomunicazione in genere.

 

Quel giorno Martin Cooper ingegnere della Motorola, settore ricerca,
fece a New York la prima telefonata della storia
con un prototipo di "telefonino" ma in realtà,
pur portatile, era enorme rispetto a quelli di oggi.

 

 

 

Martin Cooper col 1° cellulare

 

 

La prima telefonata senza fili la fece, con una certa "cattiveria",
al suo amico Joel Engel della Società concorrente Bell AT&T.

 

Il primo telefonino si chiamava DynaTAC ed invase subito i negozi
anche seil costo era notevolissimo (quasi 9000 dollari odierni)
la batteria durava solo 20 minuti, la ricarica 10 ore e pesava oltre 1 kg.

 

 

 

 

 

 

Ma il successo fu comunque enorme per cui molte aziende di elettronica
si tuffarono per migliorarne le prestazioni e fare affari.

 

Da allora i miglioramenti sono stati eccezionali sia nelle misure che nel design
così come la diminuzione dei prezzi (almeno per quelli "normali")
così come è stata stupefacente la sua diffusione in tutto il mondo.

 

 

 

 

 


3 appaiono i momenti salienti della storia del ns inseparabile amico:
- quello in cui divenne davvero tascabile,
- quello in cui furono rese possibili le connessioni a internet
- quello in cui divenne un vero e proprio mini pc portatile iperconnesso (smartphone)

 

 

 

Il creatore del telefonino festeggia oggi il 40° anniversario

 

 

 


Lunga vita ai nostri telefonini e chissà quali altre sorprese,

con sempre più evolute tecnologie, essi ci potranno donare...

 

 

 

 

 

 

Infine possiamo vedere

grazie a questo interessante e completo video RAI

la sua storia anche per immagini...

 

 

 

 

Ancora auguri... telefonino...

 

 

 

 

Tony Kospan

 

 

 

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lunedì 1 aprile 2013

IO TE VOGLIO BENE ASSAJE - STORIA MAGIA ATMOSFERA E... LA MITICA CANZONE

  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Stavolta andremo molto a ritroso nel tempo…
addirittura nella prima metà dell’800… 
con questa storica mitica canzone...
 
  
 

 
 
 
 
IO TE VOGLIO BENE ASSAJE
 
 
 
Questa canzone fu presentata infatti
la prima volta il 7  settembre 1835 
 
 
 

 

 

 
 
Con essa comincia, per gli studiosi,  
la storia moderna "ufficiale"
della  grande canzone napoletana.
 

 

 

 

 

 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
a cura di Tony Kospan

  

 

Sep27

 

 

 

 

LA STORIA  DELLA CANZONE
 
 
La nascita di questa canzone è molto controversa ma la tradizione,
condivisa dal grande poeta Salvatore Di Giacomo,
attribuisce la musica a Gaetano Donizetti, bergamasco,
grande estimatore delle canzoni napoletane... che all'epoca,
prima metà dell'ottocento, erano cantate ed apprezzate dappertutto.
 
 
Il motivo di ciò era la sublime bellezza della musica
ma in realtà sembra ormai accertato
che invece fu Filippo Campanella,
musicista ed amico da sempre dell'autore del testo.
 
 
 
 
 
 
 
 
La leggenda vuole che la canzone fosse cantata una sera
ad una festa tra amici che ne furono così entusiasti
che se la misero subito a cantare tutti insieme.
 

Il successo della canzone fu immediato e travolgente
al punto che veniva cantata e fischettata dappertutto
diventando quasi un tormentone
a tal punto che il Cardinale dell'epoca rimproverò,
più o meno bonariamente, il paroliere Roberto Sacco 
per aver dedicato la canzone all'amore umano.
 
 
 
 

 
 
 
LA MUSICA ED IL SIGNIFICATO DEL TESTO
 
 
Questa canzone ha in sé davvero qualcosa di magico.
 
 
La semplicità del testo… la freschezza del suono
la rendono una vera e propria opera d’arte.
 
 
Essa ricorda per molti aspetti
anche grandi musiche classiche…
 
 
Il testo parla di un amore non corrisposto ma
lo fa in modo dolcemente e quasi allegramente coinvolgente
perché, com'è noto, a Napoli non è rara l'ironia
e l'autoironia sulle proprie disgrazie... 
 
 
 
 

 
 
 
LA CANZONE
 
 
Ma eccola… ascoltiamola… cantata dal grande Murolo 
leggendo insieme testo…originale... ed in italiano
grazie al bellissimo sito
creato da un italiano che vive in Brasile
ed a cui non smetteremo mai d'esser grati.
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 
 
 
 
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